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Dott.Riccardo Rosa

Mission
Vision
Filosofia di lavoro

 

Dott. Riccardo Rosa

Sono un Fisioterapia laureato presso la “Sapienza” Università di Roma nel 2005 con lode e menzione speciale e poi specializzato in Terapia Manuale Ortopedica, Osteopatia Manipolativa e Chiroterapia. Amici, colleghi e ormai anche numerosi pazienti mi chiamano affettuosamente anche Dr.Pink o Dottor Pink per via del cognome, della mia passione per il mondo anglofono e del mio modo di interpretare la riabilitazione. Svolgo la mia attività privata dal 2005 e ora lavoro nel mio nuovo studio a Roma nel quartiere centrale Salario: Studio “rr”

I problemi neuro-muscolo-scheletrici o le patologie principali di cui mi occupo sono: i disordini del rachide cervicale, delle articolazioni temporo-mandibolari (ATM), le cefalee primarie correlate: emicrania senz’aura, emicrania mestruale, cefalea di tipo, la nevralgia occipitale (di Arnold),  i disordini della colonna vertebrale toracica e lombare, i dolori e le disfunzioni della spalla e del gomito, la riabilitazione post-chirurgia oncologica (carcinoma mammario), post-chirurgia plastica ricostruttiva o estetica (mio padre è un medico chirurgo plastico), post-chirurgia maxillo-facciale, la riabilitazione o fisioterapia dermato-funzionale (con ho 2 collaboratrici esperte).

Sono un Libero Professionista Sanitario, non sono un abusivo, né un tecnico né un ausiliario né un paramedico ma una figura professionale autonoma, qualificata e assicurata. Sono regolarmente iscritto al nuovo Ordine delle Professioni Sanitarie e Riabilitative col numero 2627, nonché iscritto alla Associazione Italiana dei Fisioterapisti con il numero 030920.

Il mio percorso di studi accademico post-laurea comprende un Master di I livello sulla Riabilitazione delle Disfunzioni Posturali, Occlusione e Disordini Temporo-Mandibolari (ATM) correlati (Sapienza” Università di Roma, MRDP) ed un Master in Osteopatia dell’Apparato Locomotore (Escuela Osteopatica de Madrid, MOsteo). Ho anche sostenuto tutti gli esami dei successivi 2 anni di Laurea Magistrale in Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie . Ho completato un percorso specifico in Australia ottenendo la Certificazione di Terapista Manuale Ortopedico (COMT) e in Norvegia per la Certificazione di Operatore Functional Movement Screen (Cert.FMS) e Selective Functional Movement Therapist (Cert.SFMA) sistemi moderni, pratici e semplici, per valutare le abilità neuromotorie di base e indirizzare al meglio le terapie o le attività fisiche.

Mi sono ulteriormente specializzato in:

  • Watson Headache Approach un approccio manuale specifico per l’Emicrania e la Cefalea di Tipo Tensivo associata a disordini cervicali e di cui sono uno dei principali referenti in Italia e Europa;
  • Spinal Manipulative Therapy (Cert.SMT), di cui sono stato per anni assistente alla didattica e Dry Needling (Cert.DN) con l’American Academy of Manipulative Therapy;
  • Myofascial Dry Needling Technique presso l’Universidad RJC de Madrid per la valutazione e il trattamento dei Trigger Points Miofasciali, dei dolori cervicali e mandibolari, per la Cefalea Cervicogenica, Cefalea Tensiva ;

Sono stato Socio-fondatore dell’ Associazione Dry Needling Italia per la promozione, lo studio e la conoscenza della tecnica del DN (attualmente in standby in attesa di una nuova regolamentazione giuridica in Italia).

Sono l’ideatore e fondatore della “Clinica del Mal di Testa”, il primo Network Privato Italiano di professionisti esperti nella gestione delle cefalee e disordini neuro-muscolo-scheletrici associati. Ho collaborato per anni come consulente esterno presso il Centro Cefalee del Policlinico Umberto I (Dip. Medicina Clinica) – il più grande del centro e sud Italia per numero di pazienti – e grazie al mio percorso formativo e alla pratica clinica, integrando i vari approcci, ho elaborato il protocollo/percorso terapeutico di valutazione e trattamento manuale che viene proposto alla Clinica del Mal di Testa per aiutare coloro che presentano cefalee primarie e/o disordini cervicali o temporo-mandibolari associati .

Ho svolto attività di docenza per il Master di I Livello in Fisioterapia Sportiva presso l’Università di Pisa e per il Master di II Livello in Terapia del Dolore presso La Sapienza di Roma. Recentemente sono stato selezionato come docente a contratto per l’insegnamento del modulo cervicale (70 ore di lezioni) presso il Master di I Livello di Scienza e Pratica in Fisioterapia Muscoloscheletrica degli Studi di Campobasso (Molise).

Ho collaborato per anni con provider nazionali per l’insegnamento di corsi privati di terapia dei trigger point miofasciali e dry-needling, e terapia manuale per la gestione delle cefalee.

Considerando il dilagante abusivismo nonché il livello di frodi e di bassa qualità dei servizi riabilitativi italiani che rappresentano sempre più un serio pericolo per i cittadini (nonché un enorme perdita di tempo e di risorse economiche), di seguito in dettaglio il mio Curriculum Vitae in cui poter verificare e approfondire il mio livello competenze e capire che i servizi di fisioterapia e/o osteopatia non sono tutti uguali così come non lo sono i professionisti che li esercitano.

DOWNLOAD CURRICULUM VITAE DR. PINK

 


Mission

Come professionista sanitario specializzato in riabilitazione la mia missione è aiutare le persone a gestire al meglio un’abilità alterata (disabilità) e “ri-abilitarla”.

Per realizzare ciò ho appreso e continuo a studiare tecniche di anamnesi, valutazione posturale e esame fisico, per capire al meglio la storia di chi ho davanti e le cause del suo problema. Questo è lo step chiave per inquadrare in modo completo il problema e per saper proporre il percorso terapeutico migliore per superarlo e risolverlo.

Riabilitare significa ottimizzare le funzioni biologiche e psico-emotive sulla base delle capacità residue della persona assistita, delle sue volontà e possibilità, all’interno del suo contesto sociale, famigliare e lavorativo.


Vision

La riabilitazione è un percorso che si compie in due o più persone. Io guido e supporto, come un regista di film. La persona assistita è l’attore protagonista. Il copione lo scriviamo insieme e ogni variante è ben accetta purchè utile e vantaggiosa per l’attore o l’attrice. Le altre persone intorno (famigliari o amici) possono avere un ruolo di co-protagonisti o comparse.

Gli oscar della riabilitazione si vincono insieme quando tutti svolgono il proprio ruolo mettendoci l’anima e il cuore e soprattutto il tempo e la volontà.

Le parole sono importanti e “fisioterapia” o “osteopatia” sono oggi espressioni riduttive, limitate e anacronistiche.

La “riabilitazione” è un concetto ampio e complesso. Non si tratta semplicemente di “ossa da aggiustare”, “muscoli da sciogliere”, “infiammazioni da spegnere”, “ginnastica passiva”, “terapie fisiche (elettromedicali) da somministrare”, “ricette e prescrizioni standard”.

Riabilitare significa:

  • volere e sapere ascoltare una storia personale,
  • significa avere conoscenze aggiornate per saper valutare delle abilità personali,
  • significa saper ragionare e decidere di prendere in carico una persona condividendo obiettivi,
  • significa intraprendere un percorso terapeutico in cui le parola chiave non sono “curare” o “risolvere” ma “gestire”, “ottimizzare” e “prevenire”. E questo è ancor più vero quando si tratta di sintomi e disabilità di lunga durata  o “condizioni croniche” come si suol dire.

I fisioterapista e osteopati moderni condividono e sostengono il modello bio-psico-sociale, che attribuisce il risultato di una malattia o di una disfunzione o disabilità all’interazione dinamica di fattori biologici (genetici, biochimici, muscolo-scheletrici ecc.), fattori psicologici (umore, emotività, personalità, comportamento ecc.) e fattori sociali (culturali, familiari, socioeconomici , ecc.) . La scienza ci sta dimostrando sempre più che una persona può avere anomalie tissutali, degenerazioni o deformazioni (ernie e protrusioni per esempio) e non avere sintomi e stare in forma. Al contrario, persone senza alcun segno di alterazione, hanno sintomi e lamentano problemi di movimento.

Le alterazioni funzionali sono il risultato dell’interazione di molti fattori per cui ogni persona deve essere valutata in modo globale, supportata da un team multidisciplinare e guidata ad agire attivamente per la propria salute invece di abbandonarsi a terapie solo passive (macchinari) e /o terapie farmacologiche.

Nessun fisioterapista o osteopata cura malattie o patologie (spesso neanche i medici possono aiutare in questo).

Come esperto di riabilitazione, io so individuare cosa non funziona in modo ottimale a livello neuro-muscolo-scheletrico e posso aiutare una persona a migliorare il suo livello di disabilità per tornare a muoversi senza paure e sintomi.

Questo può avvenire in assenza o in presenza di patologie o malattie di sottofondo che non sono il nostro obiettivo. Se una persona ha una patologia discale che causa un’ernia che infiamma i nervi e i muscoli compromettendo le sua abilità di movimento e le sue posture nonché le capacità lavorative e la partecipazione famigliare, io l’aiuto ad agire sul funzionamento dei nervi, dei muscoli, delle articolazioni o della circolazione per migliorare il livello di abilità, tornare a una vita senza limitazioni per lei significative e prevenire le recidive. Nessun fisioterapista o osteopata “cura” o “mette a posto” l’ernia. Ci pensa madre natura o al massimo , nei peggiori dei casi, un neurochirurgo con un’operazione chirurgica.

Durante i trattamenti con tecniche di educazione neuroscientifica, con tecniche manuali ed esercizi specifici dosati, io aiuto una persona a modificare le interferenze irritative che provocano sintomi e limitazioni, la aiuto a migliorare la mobilità, flessibilità, forza e resistenza nonché le sue conoscenze per agire da solo/a e prevenire recidive.

Attenzione dunque a ciò che viene detto e si legge in giro. E attenzione invece alla realtà positiva: la vita è movimento , l’esercizio attivo e l’allenamento riabilitativo sono fondamentali e “obbligatori” in riabilitazione come la scienza conferma sempre di più: l’attività fisica “riabilitativa e allenante” è una delle medicine naturali per eccellenza, insieme all’alimentazione corretta e alle capacità di equilibrio psico-emotivo.

Come scriveva già anticamente Ippocrate, a cui ogni professionista sanitario presta giuramento, “se si riuscisse a dare a ciascuno la giusta dose di nutrimento ed esercizio fisico avremmo trovato la strada per la salute”.


Filosofia di lavoro

La filosofia che anima il mio modo di fare fisioterapia e osteopatia è ampia e ha varie sfaccettature.

Sono arrivato a svolgere questa professione perché sono stato un “paziente” cioè una persona che ha avuto bisogno di riabilitazione per molto tempo a causa di traumi fisici e operazioni chirurgiche.

Questa è la mia fortuna perché a mio parere, per comprendere e saper fare bene il lavoro di fisioterapista o osteopata occorre aver provato su di sé la disabilità e il dolore o altri sintomi.

Il dolore è un allarme, un dono e un aiuto. Come lo stress, è qualcosa di utile ai fini della sopravvivenza e dovremmo tutti imparare a conoscerlo meglio dal punto di vista neurofisiologico. Il dolore e altri sintomi sono sempre “un’opinione” del cervello che interpreta dei segnali e decide che certi stimoli sono pericolosi o minacciosi per la vita. Questo può essere vero o non vero. Non importa.

Il cervello non fa differenza tra stimoli reali e non reali. E questo spiega perché persone senza lesioni fisiche o senza malattie possono sperimentare dolori e altri sintomi , mentre altre persone con una pallottola in corpo o un taglio in testa non provano nulla. Il cervello decide cosa è importante e cosa va segnalato in un certo momento.

Per questi motivi occorre imparare a capire come funziona il proprio corpo e il proprio cervello prima di imbottirsi di farmaci e aspettare che tutto “sparisca” da un momento all’altro.

Bisogna cominciare a capire che i sintomi sono un normale segnale d’allarme, che quando ci si fa male è normale provare sintomi e disabilità, che bisogna avere pazienza e non si può fare tutto subito “come prima”, che il corpo umano è forte, resistente e flessibile, e che il cervello “non è un computer” (casomai è vero il contrario) ma un’entità viva, capace di pensieri , astrazioni, intuizioni e soprattutto azioni straordinarie come andare sulla luna, salvare vite umane, costruire città, trapiantare organi, creare salute.

Siamo tutti disabili o “diversamente abili” in qualcosa. Quindi questa categorizzazione è a mio avviso un errore terminologico. Siamo tutti disabili perché ognuno ha un livello di abilità non ottimale o alterata a seconda del punto di riferimento valutativo preso in considerazione. L’espressione “para-olimpiadi” ghettizza invece di unificare e avvicinare. Dovrebbero esserci solo le “olimpiadi” in cui, nello stesso giorno, sugli stessi canali televisivi, nella stessa disciplina (ad esempio la corsa dei 400m), gareggiano gli atleti con certe caratteristiche in una batteria e quelli con altre caratteristiche in un’altra. Senza distinzioni di “normale” e “non normale”, senza differenze di giorni, e soprattutto senza eventi separati (con le “para-olimpiadi” sempre distanti mesi). Questo significa veramente “integrare” e “superare pregiudizi”. Il resto sono parole al vento, strategie commerciali e di audience.

Questi sono le 7 “sentenze ”che riassumo la mia filosofia riabilitativa:

  1. “Le due cose più importanti al mondo sono la salute e il tempo; il trucco è di approfittare nel miglior modo del secondo quando c’è ancora il primo”.
    Così recitava l’attore italiano Rossano Brazzi interpretando il personaggio Charles Edouard de Valhubert nel celebre film “Il marito latino”. La salute è veramente un bene prezioso da non sottovalutare e a cui dedicarsi con molta più attenzione rispetto a tante altre cose ben più superficiali o effimere.
  1. “Move Better, Move Often”, cioè “Muoviti Meglio, Muoviti Spesso”. E’ lo slogan di un noto collega americano Gray Cook che giustamente esalta il movimento come la “medicina riabilitativa” migliore che esista. Io ne sono convinto e per questo promuovo sempre e il prima possibile l’esercizio. Infatti “quelli che pensano di non avere tempo per gli esercizi fisici dovranno presto o tardi trovare tempo per le malattie” scriveva il famoso conte e primo ministro inglese dell’ 800 Edward Stanley XIV. Anzichè limitare o impedire attività, come fanno altri professionisti, io ti guido per tornare subito a muoverti in sicurezza e in modo vantaggioso per migliorare la tua condizione e prevenire recidive.
  1. “Quando affronti una malattia puoi vincere o perdere. Quando ti prendi cura di una persona vinci sempre”. Così recitava l’attore Robin Williams nel celebre film “Patch Adams”. Io non curo malattie ma mi prendo cura di persone con problemi posturali o di movimento che limitano o alterano in modo significativo e negativo la vita quotidiana.
  1. “La radice di ogni salute è nel cervello. Il suo tronco è nell’emozione. I rami e le foglie sono il corpo. Il fiore della salute fiorisce quando tutte le parti lavorano insieme”. Questo è un proverbio curdo a me molto caro perché da sempre mi affascinano gli alberi e le loro metafore in ogni forma. Quando il corpo o le emozioni o il cervello non funzionano in modo ottimale o in sinergia tra di loro, l’albero soffre e la salute non può fiorire.
  1. “Il paziente dovrebbe avere riposo, cibo, aria fresca ed esercizio fisico: il quadrangolo della salute”: 4 semplici indicazioni quelle del medico canadese ritenuto il padre della medicina moderna William Osler, troppo spesso sottovalutate o ignorate. Lui è lo stesso autore di un’altra fantastica attuale citazione che condivido in pieno : “esistono due tipi di medici: quelli che esercitano con il cervello e quelli che esercitano con la lingua”. Osservazione acuta che oggi estenderei a tutti i professionisti sanitari in generale.
  1. “La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non semplicemente l’assenza di malattia o infermità”. Questa è la celebre affermazione dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità che dovrebbe essere uno dei principali obiettivi – se non doveri – quotidiani di ognuno. Essa è alla base del moderno modello bio-psico-sociale che sebbene non sia un modello operativo interventistico (non ci dice cosa fare tecnicamente), è il modello di riferimento in termini di valutazione della salute. Una persona non è solo un insieme di “pezzi anatomici” da riparare (vecchio modello medico), ma è un’ “ecosistema” di anatomia, funzioni neurofisiologiche, pensieri e emozioni, desideri e credenze all’interno di contesti famigliari, lavorativi e sociali che possono condizionare e sono condizionati da tutto il resto.
  1. “Quando ti senti Power, sei power. Quando senti la Forza inside, sei forte inside. Quando unisci la Forza al Power Feeling,  ti trasformi e non cè più caos né ordine ma sei tuttuno con luniversoquesto è il mio semplice mantra che cerco di condividere con le persone che aiuto perché dentro ognuno di noi c’è la chiave della salute e della salvezza.

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