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La filosofia che anima il mio modo di fare fisioterapia e osteopatia è ampia e ha varie sfaccettature.

Sono arrivato a svolgere questa professione perché sono stato un “paziente” cioè una persona che ha avuto bisogno di riabilitazione per molto tempo a causa di traumi fisici e operazioni chirurgiche.

Questa è la mia fortuna perché a mio parere, per comprendere e saper fare bene il lavoro di fisioterapista o osteopata occorre aver provato su di sé la disabilità e il dolore o altri sintomi.

Il dolore è un allarme, un dono e un aiuto. Come lo stress, è qualcosa di utile ai fini della sopravvivenza e dovremmo tutti imparare a conoscerlo meglio dal punto di vista neurofisiologico. Il dolore e altri sintomi sono sempre “un’opinione” del cervello che interpreta dei segnali e decide che certi stimoli sono pericolosi o minacciosi per la vita. Questo può essere vero o non vero. Non importa.

Il cervello non fa differenza tra stimoli reali e non reali. E questo spiega perché persone senza lesioni fisiche o senza malattie possono sperimentare dolori e altri sintomi , mentre altre persone con una pallottola in corpo o un taglio in testa non provano nulla. Il cervello decide cosa è importante e cosa va segnalato in un certo momento.

Per questi motivi occorre imparare a capire come funziona il proprio corpo e il proprio cervello prima di imbottirsi di farmaci e aspettare che tutto “sparisca” da un momento all’altro.

Bisogna cominciare a capire che i sintomi sono un normale segnale d’allarme, che quando ci si fa male è normale provare sintomi e disabilità, che bisogna avere pazienza e non si può fare tutto subito “come prima”, che il corpo umano è forte, resistente e flessibile, e che il cervello “non è un computer” (casomai è vero il contrario) ma un’entità viva, capace di pensieri , astrazioni, intuizioni e soprattutto azioni straordinarie come andare sulla luna, salvare vite umane, costruire città, trapiantare organi, creare salute.

Siamo tutti disabili o “diversamente abili” in qualcosa. Quindi questa categorizzazione è a mio avviso un errore terminologico. Siamo tutti disabili perché ognuno ha un livello di abilità non ottimale o alterata a seconda del punto di riferimento valutativo preso in considerazione. L’espressione “para-olimpiadi” ghettizza invece di unificare e avvicinare. Dovrebbero esserci solo le “olimpiadi” in cui, nello stesso giorno, sugli stessi canali televisivi, nella stessa disciplina (ad esempio la corsa dei 400m), gareggiano gli atleti con certe caratteristiche in una batteria e quelli con altre caratteristiche in un’altra. Senza distinzioni di “normale” e “non normale”, senza differenze di giorni, e soprattutto senza eventi separati (con le “para-olimpiadi” sempre distanti mesi). Questo significa veramente “integrare” e “superare pregiudizi”. Il resto sono parole al vento, strategie commerciali e di audience.

Questi sono le 7 “sentenze ”che riassumo la mia filosofia riabilitativa:

  1. “Le due cose più importanti al mondo sono la salute e il tempo; il trucco è di approfittare nel miglior modo del secondo quando c’è ancora il primo”.
    Così recitava l’attore italiano Rossano Brazzi interpretando il personaggio Charles Edouard de Valhubert nel celebre film “Il marito latino”. La salute è veramente un bene prezioso da non sottovalutare e a cui dedicarsi con molta più attenzione rispetto a tante altre cose ben più superficiali o effimere.
  1. “Move Better, Move Often”, cioè “Muoviti Meglio, Muoviti Spesso”. E’ lo slogan di un noto collega americano Gray Cook che giustamente esalta il movimento come la “medicina riabilitativa” migliore che esista. Io ne sono convinto e per questo promuovo sempre e il prima possibile l’esercizio. Infatti “quelli che pensano di non avere tempo per gli esercizi fisici dovranno presto o tardi trovare tempo per le malattie” scriveva il famoso conte e primo ministro inglese dell’ 800 Edward Stanley XIV. Anzichè limitare o impedire attività, come fanno altri professionisti, io ti guido per tornare subito a muoverti in sicurezza e in modo vantaggioso per migliorare la tua condizione e prevenire recidive.
  1. “Quando affronti una malattia puoi vincere o perdere. Quando ti prendi cura di una persona vinci sempre”. Così recitava l’attore Robin Williams nel celebre film “Patch Adams”. Io non curo malattie ma mi prendo cura di persone con problemi posturali o di movimento che limitano o alterano in modo significativo e negativo la vita quotidiana.
  1. “La radice di ogni salute è nel cervello. Il suo tronco è nell’emozione. I rami e le foglie sono il corpo. Il fiore della salute fiorisce quando tutte le parti lavorano insieme”. Questo è un proverbio curdo a me molto caro perché da sempre mi affascinano gli alberi e le loro metafore in ogni forma. Quando il corpo o le emozioni o il cervello non funzionano in modo ottimale o in sinergia tra di loro, l’albero soffre e la salute non può fiorire.
  1. “Il paziente dovrebbe avere riposo, cibo, aria fresca ed esercizio fisico: il quadrangolo della salute”: 4 semplici indicazioni quelle del medico canadese ritenuto il padre della medicina moderna William Osler, troppo spesso sottovalutate o ignorate. Lui è lo stesso autore di un’altra fantastica attuale citazione che condivido in pieno : “esistono due tipi di medici: quelli che esercitano con il cervello e quelli che esercitano con la lingua”. Osservazione acuta che oggi estenderei a tutti i professionisti sanitari in generale.
  1. “La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non semplicemente l’assenza di malattia o infermità”. Questa è la celebre affermazione dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità che dovrebbe essere uno dei principali obiettivi – se non doveri – quotidiani di ognuno. Essa è alla base del moderno modello bio-psico-sociale che sebbene non sia un modello operativo interventistico (non ci dice cosa fare tecnicamente), è il modello di riferimento in termini di valutazione della salute. Una persona non è solo un insieme di “pezzi anatomici” da riparare (vecchio modello medico), ma è un’ “ecosistema” di anatomia, funzioni neurofisiologiche, pensieri e emozioni, desideri e credenze all’interno di contesti famigliari, lavorativi e sociali che possono condizionare e sono condizionati da tutto il resto.
  1. “Quando ti senti Power, sei power. Quando senti la Forza inside, sei forte inside. Quando unisci la Forza al Power Feeling,  ti trasformi e non cè più caos né ordine ma sei tuttuno con luniversoquesto è il mio semplice mantra che cerco di condividere con le persone che aiuto perché dentro ognuno di noi c’è la chiave della salute e della salvezza.
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